Friday, June 23, 2017

Il questionario di Proust - CORRADO MARCHESE


Corrado Marchese
(Padova, 1983) 

·         La cosa che mi piace di più di me stesso
Coerenza

·         La qualità che preferisci in un uomo?
Coerenza

·         La qualità che preferisci in un donna?
Coerenza

·         Quel che apprezzo di più nei miei amici
Coerenza, fedeltà

·         Il tuo principale difetto?
Selvatico…

·         Il mio sogno di felicità
Boh…

·         Quel che vorrei essere
Me con più "fortune"…

·         Il paese dove vorrei vivere
Italia

·         L’uccello che preferisco
Il cigno nero

·         Il colore preferito
Verde, nero

·         Il fiore preferito
Tutti

·         Quel che detesto più di tutto
Falsità

·         Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza
Bonarie

·         Stato d’animo attuale
Così così

·         Bevanda preferita
Birra

·         Il piatto preferito
Quello della mamma

·         Il tuo primo ricordo
Mamma

·         L’incontro che ti ha cambiato la vita
Sergio Rodella

·         Sogno ricorrente
Viaggi

·         In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica
In me con più "fortune"…

·         Cosa sognavi di fare da grande
Archeologo, storico

·         L'errore che non rifare
Fidarsi di qualcuno

·         La persona che invidio di più
Non invidio nessuno

·         La persona che ammiro di più
Mia madre

·         La persona che ringrazio Dio non vorrei essere
Troppi

·         Tre libri da portare sull'isola deserta
Non saprei

·         Il libro che dovrebbe avere un seguito
Non saprei

·         Il rosso o il nero?
Nero e rosso

·         Il capriccio che non mi sono mai tolto
Tanti

·         L'ultima volta che ho perso la calma
Ieri

·         Chi vorrei fosse il mio angelo custode
Io l'ho già…

·         Cosa farei per sostenere ciò in cui credo
Tutto

·         I miei pittori preferiti
Tanti

·         I miei cantanti preferiti
Tanti

·         I miei eroi nella finzione
Tanti

·         I miei eroi nella vita reale
Le persone buone

·         Se dovessi cambiare qualcosa nel tuo fisico, che cosa cambieresti
La spalla sinistra

·         Il tuo primo amor
Silvia

·         Il regalo più bello che abbia mai ricevuto
Nako

·         I personaggi storici che detesto
Vari

·         Il tuo rimpianto
Non ho rimpianti

·         La materia scolastica preferita
Lettere

·         La cosa che più detesto di me stesso
Ah, ah ah…

·         Come vorrei morire
Felice

·         Il mio motto
D.I.Y.   "Hey Co! let's go!" 

 
Corrado nasce a Padova 1983, vive e lavora a Carrara.
L’amore per l’arte, la scelta d’essere scultore, nasce da un pensiero principale: scolpire della musica. L’idea è quella di combinare l’Old School scultoreo della più vera tradizione italiana con la magia della musica, con il Rock n’Roll, con il raggae, lo ska, il blues, l’hard core, il punk rock … opere che si materializzano dalla fusione dei ritmi dei grandi maestri: Donatello, Michelangelo, Bernini e poi Rauschenberg, Vangi, Finotti … con i ritmi dei miei gruppi: da J.Cash, Muddy Waters a Bob Marley, D. Dekker fino a Ramones, G.B.H. Questo concetto è alla base di ogni mio lavoro, è l’attitudine che porta le mie creazioni, le mie tracks.
Sculture che prendono vita da una canzone che mi scorre in testa, spontanee, senza limiti di materiali o dimensioni, che cerco ed elaboro proprio come scale ed accordi legati a comporre un’armonia; a dare forma ad un sentimento. Fino alla scultura in marmo, la più antica della storia ma riproposta oggi in chiave di LA, con gli stessi ritmi incalzanti e la stessa voglia di esprimersi e comunicare del Rock n’Roll!
 
 

 

 

Tuesday, June 20, 2017

Il tempo perduto e il tempo ritrovato. La creatività che abbisogna di momenti


 
Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.
(Lewis Carrol) 

Una corsa contro il tempo, ecco come potrebbe definirsi il lavoro di un creativo.
Il tempo, si sa, è prezioso e non è mai abbastanza a quanto pare, non esistono momenti di pausa o di creatività messa in stand by per poi ripartire, si produce ad ogni ora e spesso ad ore impensabili, in luoghi improponibili.
Le scadenze sempre più strette e vicine, le pressioni del tipo “devi farlo prima di ieri”, i contrattempi, i lavori che si accavallano tutti insieme, l’ansia da prestazione e la paura di non riuscire a portare a termine tutto…Un insieme di cose che fanno pensare davvero che basterebbe solo un giorno in più o al massimo un’ora in più per completare tutto quanto.
L’apprensione spesso aiuta a smuovere le cose e a far si che la produzione creativa sia in aumento e si arrivi a tirar fuori idee e pensieri che mai prima si pensava di produrre.
Il tempo quindi diventa una delle condizioni primarie per riuscire a completare e dare vita alle cose che necessitano di un certo periodo di decantazione tra ciò che passa nella mente dell'artista e ciò che produce, ma non è mai sprecato il tempo anche quando si passano le ore e i giorni davanti al vuoto assoluto, di fronte ad una tela bianca o ad un foglio di carta ancora intonso.
L’attesa non é mai sprecata nonostante ci siano pressioni per completare e finire il lavoro, l’intuizione e la creatività arrivano senza un perché, senza una somma di ore e minuti, si possono passare giorni interi nel cercare di capire le cose e nel dare forma alle idee, come ci possono volere pochi istanti e guizzi geniali per portare a termine un’opera senza precedenti.
Lucio Fontana con i suoi tagli riuscì a dar vita ad un gesto fatto con velocità e fermezza in concisi squarci che, in realtà, si sono associati poi alla velocità di un mondo sempre in costante cambiamento, eppure…eppure i suoi lavori racchiudono quanto il tempo sia stato prezioso, unico e motore di ricerca per l’uomo che ha saputo assaporare sia i cambiamenti epocali sia i cambiamenti soggettivi: l’uomo é in continuo divenire.
Il destino quindi esiste solo in capacità di trasformazione del singolo che si pone tra i suoi simili arricchendo o meno il tempo altrui.
É innegabile che lo stesso destino dia alle persone le carte con le quali giocare la vita futura, sta al libero arbitrio di ognuno poi fare le proprie scelte e saper come spendere e con chi il proprio tempo.
Per un creativo, per uno scrittore, per un musicista, per un artista, il tempo non sembra mai sufficiente, spesso si cerca di ottimizzarlo facendo più cose contemporaneamente con il rischio invece di produrre solo un grande caos.
Forse l’uomo si sente in dovere di produrre opere da lasciare negli anni e nei secoli successivi proprio perché ogni essere vivente é consapevole di avere una “data di scadenza” che gli consentirà una parte di immortalità nel futuro, per le generazioni future.
Tutti desiderano conoscere se il tempo speso oggi é stata una inutile perdita o invece un arricchimento totale proiettato al domani, l’incognita sta proprio nel riuscire a profetizzare le cose che accadranno, Andy Warhol in uno dei suoi più famosi aforismi disse come nel futuro sarebbero diventati famosi per 15 minuti, tutti noi quindi in un breve lasso di tempo per pochi istanti lasceremo l’impronta nel mondo, destino o meno da giocare, ruoli da porre o imporre, ma l’uomo contemporaneo prima o poi si ritroverà ad aver a disposizione uno spazio temporale così breve ed intenso per segnare creatività e popolarità.
I social network, le immagini che continuamente bombardano la nostra visione quotidiana, l’abbattimento di frontiere culturali, sociali, religiose, ideologie e distanze azzerate hanno contribuito a dare un valore diverso al tempo.
La creazione di un lavoro, di un prodotto o di un’opera avviene sotto molteplici aspetti cui il “tempo che si fugge tuttavia” reca in sé l’idea che “del doman non v’é certezza”.
Come deve essere speso il tempo per creare? Basta restare sopra ai fogli quando si scrive? Occorre riempirsi le orecchie di suoni per esplodere poi il tutto nella musica? É necessario sperimentare la forma e il colore nella visione di un pittore? Serve tutto e tutto serve, ma é indispensabile anche riuscire a spendere il proprio tempo in nuovi contatti, ampliare le proprie conoscenze, confrontarsi con le sperimentazioni altrui, vedere e guardare oltre lo spazio del proprio studio e, soprattutto, essere consapevoli che ciò che si spende non é mai tempo perduto, ma una ricerca continua ritrovata.
Massimiliano Sabbion
 

Friday, June 16, 2017

Il questionario di Proust - GIORGIO MAGGIORELLI


 
Giorgio Maggiorelli
(Milano, 1972 )

 
·         La cosa che mi piace di più di me stesso
La curiosità

·         La qualità che preferisci in un uomo?
La capacità di ascoltare

·         La qualità che preferisci in un donna?
La dolcezza

·         Quel che apprezzo di più nei miei amici
Non devono essere persone costruite

·         Il tuo principale difetto?
Non so vendere

·         La mia occupazione preferita
Dipingere, disegnare, inventare... quello che faccio

·         Il mio sogno di felicità
Non esiste

·         Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia
Perdere la persone care. Non riuscire più a dipingere, per motivi che nemmeno voglio pensare

·         Quel che vorrei essere
È quello che sono

·         Il paese dove vorrei vivere
Milano

·         L’uccello che preferisco
Colibrì

·         Il colore preferito
Tutti, dipende dall'umore

·         Il fiore preferito
Calla

·         Quel che detesto più di tutto
La finta indifferenza e i moralismi

·         Le colpe che mi ispirano maggiore indulgenza
La fame

·         Il dono di natura che vorrei avere
Un udito migliore di quello che ho

·         Stato d’animo attuale
In fermento

·         Bevanda preferita
Acqua

·         Il piatto preferito
Gli gnocchi che faceva mia nonna

·         Il tuo primo ricordo
La casa dove vivevamo

·         L’incontro che ti ha cambiato la vita
Angelica

·         Sogno ricorrente
Non ne ho, sogno sempre cose diverse, almeno in apparenza

·         In che cosa mi trasformerei, se avessi la bacchetta magica
Nell'uomo invisibile

·         Cosa sognavi di fare da grande
Il cuoco

·         L'errore che non rifarei
Fumare

·         La persona di cui sono segretamente ma follemente innamorato
Valeria Bilello, ma ora non è più un segreto

·         La persona che invidio di più
Nessuna, semmai ammiro e imparo

·         La persona che ammiro di più
Mia nonna

·         La persona che ringrazio Dio non vorrei essere
Un non pensante

·         Tre libri da portare sull'isola deserta
L'antologia Spoon River, La metamorfosi, Le città invisibili

·         Il libro che dovrebbe avere un seguito
Gli aforismi di Oscar Wilde

·         Il rosso o il nero?
Rosso

·         Il capriccio che non mi sono mai tolto
Questo non lo dico!

·         L'ultima volta che ho perso la calma
Ieri quando guidavo

·         Chi vorrei fosse il mio angelo custode
Mia nonna

·         Cosa farei per sostenere ciò in cui credo
Continuare a farlo

·         I miei pittori preferiti
Simone Martini, Caravaggio, Rembrandt, Carl Appel, Cy Twombly, De Maria, Olivieri…

·         I miei cantanti preferiti
Springsteen, Pearl Jam, Pink Floyd, Cure, Beatles, U2...

·         I miei eroi nella finzione
Buster Keaton, I Fratelli Marx, Dexter, Goldrake, Enrico la talpa...

·         I miei eroi nella vita reale
Tutti quelli che si fanno un mazzo tanto e vanno avanti

·         Se dovessi cambiare qualcosa nel tuo fisico, che cosa cambieresti
Niente

·         Il tuo primo amore
Orsola

·         Il regalo più bello che abbia mai ricevuto
Un quadro di Asveri

·         I personaggi storici che detesto
Tutti quelli che hanno imposto regimi dittatoriali

·         Il tuo rimpianto
Non aver fatto gli ultimi due anni d'accademia negli U.S.A.

·         L’ultima volta che hai pianto
Non lo dico

·         La volta che sono stato più felice
Per fortuna tante volte

·         La volta che sono stato più infelice
Purtroppo tante volte

·         La persona scomparsa che richiameresti in vita
Mia nonna

·         La materia scolastica preferita
Arte e geografia

·         Come vorrei morire
Morire dando un senso alla mia vita. Ridendo

·         Il mio motto
Senza passioni non si va avanti

 

Pittore Milanese, Classe 1972.
Si dedica all’arte dal 1993, passando da una preparazione non artistica, alla frequentazione della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, dove si Diploma nel 1997 con il Prof. Claudio Olivieri.
Definisce la sua opera, talvolta figurativa-stilizzata, talvolta astratta, con riferimenti all’infanzia. La sua ricerca nasce da una forte introspezione onirica, dai contrasti tra finzione e realtà, mescolando, luoghi, colori e atmosfere.
“Un gioco del tempo” in cui, passato presente e futuro, salgono e scendono gli stessi gradini, senza distinzione di causa, creando una composizione visionaria che trova il suo corso naturale in un clima di sospensione. Il tutto legato ad un unico filo conduttore, il percorso espressivo, in continuo cambiamento e sempre in alternanza tra istinto e ragione.
Quest’ultima sorretta da una simbologia composta da vari elementi. Dalle facciate delle case ai percorsi delle metropolitane di varie città, ai campi di vari sport, come intreccio di storie, di persone, di speranze, intendendo il gioco come metafora di vita, passando attraverso oggetti d’uso comune (posate, scolapasta, coltelli) che nella loro apparente inutilità, nascondono drammi e racconti di consuetudine domestica.
Una descrizione che riflette sul disequilibrio tra gioia e dolore, illusione e disincanto, l’utile e l’inevitabile. “Fondamentalmente, è come quando ascolto la musica ad occhi chiusi e mi passano nella mente migliaia d’immagini di ogni genere. Il più delle volte é così che immagino la struttura di ciò che poi dipingerò, mi piace mischiare tutto.”
I colori, così come la musica, sono ritenuti motore essenziale ai fini compositivi. Niente come la musica, infatti, riesce ad immortalare stati d’animo, come una vera e propria macchina fotografica dei sentimenti.
Così parti di testi o anche testi interi di canzoni, diventano dei compagni di viaggio, concetti che per vari motivi hanno lasciato un segno, un po’ come quegli amici che per vite diverse non si vedono mai, ma fa sempre piacere rincontrare. Il colore viene trattato, invece, in due aspetti, quello tecnico, basato su una personale e ossessiva ricerca dell’intensità, pigmenti, oli, colle, luci, lucidità e trasparenze e quello emotivo che è anima, vita, è il suo modo di appartenere al mondo e di descriverlo.
Se si potesse definire in un solo concetto la filosofia del personaggio, si potrebbe dire che per non pensare s’immaginerebbe una montagna innevata, completamente bianca, un ‘immersione nel neutro, che durerebbe solo qualche istante di pace, per poi poterla colorare.