Friday, February 24, 2017

Quanto costa un’opera d’arte? Il prezzo non è solo base per altezza…


 
Quanto costa un’opera d’arte? Come si fa a determinare il valore di un oggetto che sia scultura o tela e definirne poi il costo al pubblico? Quanto ci guadagna l’artista? Quanto il gallerista o l’intermediario? In un mondo dove tutto ha un prezzo perché l’arte costa?
Non sono certo i materiali, o almeno solo quelli, a pesare sull’importo finale, un oggetto in oro costerebbe in termini economici più di uno realizzato in legno o in plastica, quello che si paga non è solo lo sforzo creativo, i pensieri, le idee dello stesso artista, ma sono un insieme di cose che vanno dall’emozionalità alla realizzazione finale dell’opera.
Il calcolo attraverso coefficienti, misure, collocazioni, mostre e critica, contribuiscono al valore dell’opera che, per un giovane, non si deprezzerà mai, ma tenderà in caso sempre a crescere.
Il valore materiale differisce dal valore emozionale ed affettivo, spesso possono andare di pari passo, ma come decretare brutta (artisticamente) una stampa della sacra famiglia incorniciata con legno scadente quando questa risulta l’eredità proveniente direttamente dalla camera da letto dei nonni? Valore commerciale pari a zero, valore sentimentale incommensurabile!
Forse la spiegazione sopra riportata è banale e superflua, ma questo per porre l’accento su quello che nel mercato dell’arte passa di solito ad essere visto come moda e mai come arte vera e propria. Ci si trova spesso davanti ad un sistema fatto di investimenti, calcoli matematici e finanziari alla mano, fusi ad una voglia di visibilità, condita da un mondo fatto di vernissage, glamour e fashion che portano in auge l’artista del momento per poi (forse e spesso) dimenticarlo subito dopo a favore di un altro sul quale investire e seguire la moda.
Il valore dell’opera quindi si identifica in che misura un artista viene spinto nel mercato, da quanto si è disposti a credere in lui, si coinvolge quindi tutto un sistema fatto di gallerie, fiere, mostre, curatori, critici che nelle sue opere credono, ma molto spesso non sempre gli sforzi vengono ripagati, può capitare che lo stesso artista risulti un bluff e una delusione a livello creativo o che si monti la testa seguendo altri percorsi che non sono quelli in cui si era sperato, altre volte lo sbaglio (o l’abbaglio) sta in chi crede nel suo lavoro e non si accorge invece che, non subito, non ne vale la proprio la pena.
Il mondo dell’arte non è dotato di sfera magica che predice il futuro, l’avvenire si crea e le speranze vanno di pari passo con le delusioni e le disillusioni così come con i successi e gli applausi.
Diffidare sempre invece della poca professionalità, delle false promesse, dei conti che si presentano prima del dovuto, dei nomi altisonanti che portano visibilità, ma non qualità, è una strada impervia e per nulla facile da percorrere.
Un artista ha bisogno di farsi conoscere e di farsi vedere, di essere presente, ma specialmente di continuare a creare e di supportarsi di gente attenta e consapevole del lavoro che svolge.
Quando un artista dice: “Io non ho bisogno di nessuno! La mia arte se vale arriva lo stesso senza nessun aiuto”, ecco, questo è un discorso egocentrico e spaccone che non è corretto da esporre: è vero che l’arte arriva a colpire il pubblico senza bisogno di filtri, in quanto le immagini parlano già da sé, ma è altrettanto certo che le parole e la professionalità quando arrivano sotto tanti punti di vista portano alla visibilità buona, corretta e a valorizzare il lavoro di tutti, in primis quello dell’artista.
Un punto di vista diverso, una lettura interpretativa, un allestimento, un collocamento all’interno di gallerie e istituzioni, porta tutto a potenziare maggiormente il messaggio e le opere per far si che tutti ne godano e ne siano partecipi.
Quanto costa poi l’opera d’arte? Costa impegno, creatività, fatica, investimento, costa crederci, non si tratta solo di coefficienti né di somme tra base per altezza, né il costo associato al mercato, è un insieme di cose che determinano il prezzo, di cose che non hanno prezzo…
La passione, l’impegno, le risate, le critiche, le rabbie e i pianti, le emozioni, le notti insonni, i pensieri che si accavallano, i silenzi, le parole, l’arte stessa che fa titubare e arriva a chiedere il perché su ogni cosa, confutando ogni dubbio: perché scolpisco/dipingo? Perché continuare a farlo? Perché mostrarsi?
Perché è un’esigenza, perché è arte e su questo punto, non c’è prezzo che conti.
Massimiliano Sabbion
 

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