Friday, August 4, 2017

1 - Che cos’è l’arte contemporanea?


 
Ore 6:58, la sveglia impostata del cellulare comincia a suonare, anticipo sempre di qualche minuto l’arrivo delle 7:00, possibilmente con un numero che finisca per 8, fissa mia per cominciare la giornata.
La musica fastidiosamente attiva comincia a decretare l’uscita dal letto per cominciare una nuova giornata, sbarro gli occhi al buio fino a che non si abituano all’oscurità intervallata da un raggio di luce che filtra da una tapparella della persiana che non si chiude mai completamente e piano piano la stanza prende forma.
Ora è tempo di alzarsi e partire, i piedi nudi tastano le fredde mattonelle del pavimento e, solitamente, in questa posizione, seduto sul letto con la testa ciondoloni frulla sempre in testa il primo pensiero del mattino, oggi va così. Oggi, finché cerco di spegnere la sveglia del cellulare, penso senza un motivo preciso a mille cose, e ad una in particolare: che cos’è l’arte contemporanea?
I primi cinque minuti li spendo a scorrere i vari buongiorno che arrivano dai social network, immagini che riempiono la prima parte della quotidianità prese direttamente da Facebook o Instagram tripudio di aforismi e rappresentazioni visive che passano dai selfie al post di animali, fino a che decido che è tempo di alzarmi definitivamente.
Già, che cos’è l’arte contemporanea? Perché una persona alla mattina dovrebbe alzarsi e svegliare la testa chiedendosi cosa mai sia l’arte contemporanea? Una riflessione che continua anche quando aspetto che la moka finisca di gorgogliare il caffè mentre mi lavo i denti fissandomi nello specchio… che sarà mai questo bisogno di rispondere alla domanda partita alle 6:58?
Credo che il pensiero continui nonostante tutto e troverà pace solo al momento definitivo della risposta finale, ma mi chiedo: c’è davvero una sola risposta da dare?
Il gusto per il bello, la scelta dei colori nel quotidiano, l’accostamento delle forme nelle più disparate situazioni porta a confrontare il nostro Io con la quotidiana ricerca di idee ed emozioni.
Anche la scelta di indossare un capo di abbigliamento abbinato ad un colore o ad uno stile risulta naturalmente inconscio per gusto, estetica, piacere soggettivo ed oggettivo.
Perché si sceglie di scegliere? Cosa porta a discernere un oggetto da un altro? Cos’è la bellezza allora? Un insieme di fattori che decretiamo atti a recare piacere?
O sarà forse che… o mio Dio! Sono le 8:05! Devo uscire, altrimenti con il traffico di quest’ora non arriverò mai in galleria...poi se dovessi beccare il primo semaforo rosso di conseguenza a catena troverò tutti gli altri rossi e il viaggio “verso l’arte”, già pieno di ostacoli, si farà ancora più impervio.
Tutta questa gente, alla stessa ora, che fa? Dove va? Mamme che portano i figli a scuola, impiegati in bici che zig zagano nel traffico, studenti in due sul motorino, anziani che trascinano gli anni e il corpo insieme a pesanti borse, ragazzi di colore fermi ai semafori che tentano di vendere qualche pacchetto di fazzoletti o accendini, innervositi automobilisti chiusi nelle auto ad ascoltare musica, dotati di auricolare per parlare al telefono, signori del centro che portano a spasso il cane per la passeggiata mattutina, giovani podisti che corrono lungo le strada affannati e accaldati… chissà a cosa pensano? Chissà se a loro è mai passata in testa la domanda di che cosa sia l’arte contemporanea.
È scattato il verde del semaforo, come mi ha “gentilmente” fatto notare il ragazzo dietro di me a suon di clacson che, ora, sarà ancora più arrabbiato visto che faccio a tempo a passare io, ma non lui. Avrà modo di considerare ora quanto io poco sveglio sia stato, ma come faccio a spiegargli che stavo pensando a che cosa sia l’arte contemporanea?
Chissà lui che pensieri avrà?
Spesso quando il tempo si fa minaccioso di pioggia col pericolo di mandare in tilt  l’intera città preferisco prendere il bus o la metro ed osservare poi le persone che si recano chissà in quali posti, oltre a vedere, risulta essenziale il sentire, si, sentire l’odore della gente, sentire le loro voci, a volte le loro storie raccontante in questi brevi viaggi che ci accomunano, mi verrebbe voglia ora di essere lì e magari chiedere alla mia vicina di posto a cosa sta pensando, magari pensa a cosa preparare per pranzo per i figli che tornano da scuola, forse ha una storia segreta di cui nessuno, neppure la sua migliore amica conosce e se fosse un agente in incognito per conto del governo?
Oppure semplicemente una sadica che si diverte a mettermi in testa altri pensieri e paranoie su di lei.
Mi verrebbe da chiedere: ma lei signora crede in altre civiltà extraterrestri? Ha visto come le foglie sugli alberi stanno cambiando colore? Quando è stata l’ultima volta che è stata felice? E, soprattutto, cos’è per lei l’arte contemporanea?
Ma oggi non posso chiedere, oggi c’è il sole e non sono sul bus, quindi non saprò mai cosa pensa dell’arte contemporanea la signora carica di buste e preoccupazioni che oramai sarà scesa da un pezzo diretto verso le sue faccende affaccendata. 

FINE PRIMA PARTE


 

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